Lo specchio della vita economica dell'impresa. Leggere, capire e interpretare i numeri che raccontano se un'azienda è viva, in salute o in crisi.
Il bilancio d'esercizio è il documento contabile che, alla fine di ogni esercizio, rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società. Tradotto: i numeri che dicono se l'azienda è viva, ricca, indebitata, in utile o in perdita.
«Gli amministratori devono redigere il bilancio d'esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa».
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico dell'esercizio.
Art. 2423 c.c.Composizione di attivo, passivo e patrimonio netto in un istante preciso (31/12).
Confronto tra ricavi e costi del periodo: determina utile o perdita d'esercizio.
Flussi di cassa: come è stata generata e impiegata la liquidità durante l'anno.
Documento descrittivo che spiega, commenta e integra tutti i dati numerici.
Il bilancio è uno strumento di comunicazione: parla a soggetti diversi, ognuno interessato a leggere aspetti diversi della stessa storia aziendale.
Valutano la solidità patrimoniale e finanziaria prima di concedere fidi o finanziamenti a medio-lungo termine.
Decidono se acquistare quote o azioni dell'impresa in base alla redditività e alle prospettive future.
Determina la base imponibile per il calcolo di IRES, IRAP e altre imposte sul reddito d'esercizio.
Verificano l'affidabilità del cliente prima di concedere dilazioni di pagamento e fissare i fidi commerciali.
Monitorano la stabilità dell'occupazione e la base economica per le rivendicazioni salariali e sindacali.
Clienti, media, comunità locali e opinione pubblica interessati alla trasparenza dell'attività d'impresa.
L'art. 2423-bis c.c. e i principi contabili OIC stabiliscono i criteri che ogni redattore deve rispettare per garantire chiarezza, veridicità e comparabilità. Sei principi non negoziabili (art. 2423-bis c.c.).
La prudenza comporta che si deve tener conto dei rischi e delle perdite che presumibilmente si manifesteranno nell'esercizio futuro, mentre i ricavi vanno considerati soltanto se certi e definitivi. Gli utili non realizzati non devono essere contabilizzati, mentre tutte le perdite, anche se non definitivamente realizzate, devono essere riflesse in bilancio.
art. 2423-bis n. 1La valutazione delle voci di bilancio deve essere fatta nella prospettiva della continuazione dell'attività aziendale. La direzione deve valutare la capacità dell'azienda di continuare a costituire un complesso economico funzionante per un prevedibile arco temporale futuro di almeno dodici mesi dalla data di riferimento del bilancio.
art. 2423-bis n. 1La rilevazione e la presentazione delle voci devono essere effettuate tenendo conto della sostanza dell'operazione o del contratto. Le valutazioni devono riflettere la sostanza economica dell'operazione e non gli aspetti formali dell'operazione o del contratto.
art. 2423-bis n. 1-bis · D.Lgs. 139/2015Agli effetti della redazione del bilancio, le norme prevedono che la competenza economica delle operazioni debba prevalere sulla loro manifestazione finanziaria. Alla fine del periodo amministrativo occorre redigere le scritture di assestamento (completamento, integrazione, rettifica e ammortamento).
art. 2423-bis n. 3Gli elementi patrimoniali devono essere valutati separatamente, senza procedere ad aggregazioni. È vietato anche compensare valori di segno opposto (divieto di compenso di partite), come per esempio gli interessi attivi con quelli passivi.
art. 2423-bis n. 5Ai fini della comparabilità dei valori da un esercizio all'altro, è richiesta la costanza nell'applicazione dei criteri di valutazione. Si può derogare a questo principio solo in casi eccezionali, purché sia garantita la trasparenza e la Nota integrativa contenga la motivazione della deroga.
art. 2423-bis n. 6Rappresenta in un dato istante (31/12) ciò che l'impresa possiede (attivo) e ciò che deve (passivo + patrimonio netto). L'equilibrio fondamentale è sempre rispettato — sempre.
Mette a confronto i ricavi e i costi di competenza dell'esercizio per determinare l'utile o la perdita. Si redige in forma scalare (art. 2425 c.c.): si parte dai ricavi e si scende sottraendo i costi.
Due documenti complementari: il primo racconta i flussi di cassa, il secondo spiega e integra tutti i dati del bilancio con commenti, dettagli e politiche contabili. Il Rendiconto è obbligatorio per le società non in forma abbreviata dal D.Lgs. 139/2015.
Rappresenta i flussi monetari (entrate e uscite di cassa) generati o assorbiti dall'impresa nel corso dell'esercizio, classificati per area di gestione.
Documento descrittivo (non numerico) che illustra criteri di valutazione, spiega le voci di SP e CE e fornisce tutte le informazioni richieste dalla legge.
Gli indici di bilancio trasformano i numeri grezzi in indicatori comparabili: misurano redditività, liquidità e struttura finanziaria. Clicca su una card per espanderla.
Return On Equity — misura la redditività del capitale proprio. Indica quanto rende, in percentuale, ogni euro investito dai soci nell'impresa.
Confronta sempre il ROE con il rendimento di investimenti alternativi a parità di rischio.
Buono se > 8-10%Return On Investment — redditività dell'intera gestione caratteristica, prescindendo dalla struttura finanziaria.
Indica quanto rende l'impresa sull'investimento totale (capitale proprio + di terzi).
Buono se > costo del debitoReturn On Sales — redditività delle vendite. Misura quanta parte di ogni euro di ricavi resta come margine operativo.
È un indicatore di efficienza della gestione caratteristica e del pricing power.
Buono se > 5-7%Patrimonio Circolante Netto — misura la liquidità netta a breve termine: la differenza tra ciò che l'impresa incasserà e ciò che dovrà pagare entro l'anno.
Se negativo, segnala un potenziale rischio di insolvenza a breve termine.
Buono se > 0 (positivo)Indice di indebitamento (Leverage) — misura il grado di dipendenza dell'impresa dal capitale di terzi rispetto a quello proprio.
Valori troppo alti indicano una struttura finanziaria rischiosa e dipendenza dalle banche.
Buono se ≤ 1,5 - 2Return On Debt — misura il costo medio del capitale di terzi: quanto l'impresa paga percentualmente per ogni euro preso a prestito.
Va confrontato con il ROI: se ROI > ROD, la leva finanziaria è positiva e conviene indebitarsi.
Buono se < ROIUna mappa sintetica per fissare i concetti chiave della lezione e prepararsi alla verifica.
Rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica dell'impresa (art. 2423 c.c.).
Stato Patrimoniale, Conto Economico, Rendiconto Finanziario e Nota Integrativa: ognuno racconta una dimensione diversa della stessa storia.
Prudenza, continuità, sostanza/forma, competenza, valutazione separata, costanza dei criteri, rilevanza.
ROE, ROI, ROS, ROD, Leverage e PCN permettono di valutare redditività, struttura finanziaria e liquidità.
Un'impresa può chiudere in utile ma fallire per mancanza di cassa: il Rendiconto Finanziario è essenziale quanto il Conto Economico.